viabilità interna di un'azienda

Come valutare i rischi della viabilità interna in azienda

27/10/2026
Redazione Alfa Solutions
Tempo di lettura: 6min

In sintesi

  • La viabilità interna rientra tra i rischi che l'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 impone di valutare, anche se non è richiamata in modo esplicito.
  • Le variazioni nella marcia dei mezzi sono tra le prime modalità di accadimento degli infortuni mortali rilevate dal sistema INAIL Infor.MO.
  • L'Allegato IV richiede vie di circolazione dimensionate sui flussi reali e una distanza di sicurezza sufficiente tra pedoni e veicoli.
  • Gli esiti della valutazione vanno tradotti nel DVR in misure datate, con ruoli assegnati e riesame a ogni modifica del layout.

Nei piazzali, nelle aree di carico e negli spazi di manovra convivono ogni giorno carrelli elevatori, autoarticolati in ingresso e lavoratori a piedi. È in questa convivenza che si concentra una quota rilevante degli eventi più gravi: il sistema di sorveglianza Infor.MO di INAIL colloca le variazioni nella marcia di un veicolo, come la fuoriuscita dal percorso previsto e il ribaltamento, tra le prime modalità di accadimento degli infortuni mortali, seconde solo alle cadute dall'alto.

 

La valutazione del rischio viabilità ricostruisce i flussi reali di mezzi e persone e definisce misure verificabili, prima che l'interferenza si traduca in un investimento.

Quali interferenze tra mezzi, pedoni e aree operative valutare

Il primo passo è circoscrivere i luoghi in cui mezzi, pedoni e attività produttive si sovrappongono. Le interferenze non si distribuiscono in modo uniforme: si addensano nelle aree di carico e scarico, nei piazzali di manovra, in prossimità dei varchi di ingresso e delle uscite pedonali, lungo i collegamenti tra reparti e magazzini e nelle zone di stoccaggio temporaneo, dove i materiali depositati riducono la visibilità reciproca. Vanno considerate a parte le manovre in retromarcia, che concentrano il maggior numero di punti ciechi, e le aree in cui i mezzi operano in contemporanea ad attività manuali come il posizionamento dei carichi.

 

 

Accanto alla geografia dei punti di contatto conta la natura dei soggetti coinvolti. Infatti, la sicurezza della viabilità aziendale riguarda anche chi non appartiene all'organizzazione: autisti esterni, corrieri, manutentori e imprese appaltatrici si muovono in un contesto che non conoscono e senza una percezione consolidata delle regole interne. Per le attività affidate in appalto, l'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 richiede che i rischi di interferenza siano valutati dal datore di lavoro committente e formalizzati nel documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), che sulla viabilità significa assegnare percorsi, punti di sosta e regole di precedenza.

Come analizzare percorsi, accessi, segnaletica e punti critici

L'analisi parte dal rilievo planimetrico, ma non può fermarsi al disegno di progetto. A renderla affidabile è la ricostruzione dei flussi effettivi, cioè quanti mezzi transitano, in quali fasce orarie e con quali ingombri, e come si comportano realmente le persone: scorciatoie consolidate e attraversamenti informali segnalano un tracciato non più coerente con il layout produttivo. Sul rilievo si innesta la verifica di conformità.

 

Il punto 1.4 dell'Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che le vie di circolazione siano ubicate e dimensionate in funzione del numero potenziale di utenti e del tipo di impresa, che sia garantita una distanza di sicurezza sufficiente per i pedoni dove circolano mezzi di trasporto e che le vie dei veicoli passino a distanza adeguata da porte, portoni, passaggi pedonali e scale. Dove la separazione fisica non è praticabile, la delimitazione è affidata alla segnaletica orizzontale: l'Allegato XXVIII prescrive strisce continue di colore ben visibile, preferibilmente bianco o giallo, mentre ostacoli e punti di pericolo vanno evidenziati con bande gialle e nere o rosse e bianche inclinate di circa 45 gradi.

 

Restano le condizioni che degradano nel tempo e che l'art. 64 pone tra gli obblighi del datore di lavoro, tenuto a mantenere sgombre le vie di circolazione e ad assicurarne la regolare manutenzione: corsie ostruite da materiali, pavimentazioni ammalorate, illuminazione insufficiente, segnaletica sbiadita. Sono queste, con la ridotta visibilità in curva e sugli spigoli ciechi, a trasformare un'interferenza gestibile in un rischio di investimento.

Come integrare la viabilità nella valutazione dei rischi aziendali

Perché l'analisi produca effetti, i suoi esiti devono confluire nel documento di valutazione dei rischi (DVR) con la stessa formalizzazione prevista per gli altri rischi. L'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 richiede che il DVR riporti una serie di elementi, ovvero:

 

  • criteri adottati
  • misure di prevenzione e protezione individuate
  • programma degli interventi di miglioramento nel tempo
  • ruoli aziendali definiti

 

Sulla viabilità interna aziendale significa passare dalla mappa dei punti critici a misure datate e assegnate: separazione dei percorsi, limiti di velocità, specchi e sistemi di rilevamento della presenza, regole di precedenza, disciplina delle manovre in retromarcia.

 

La componente organizzativa pesa quanto quella tecnica: un piano della viabilità efficace stabilisce chi autorizza gli accessi, come vengono informati i conducenti esterni all'ingresso e quali comportamenti sono richiesti al personale interno, riportando questi contenuti nella formazione e nelle procedure operative.

 

La valutazione non è infine un adempimento chiuso. L'art. 29, comma 3, impone di rielaborarla a fronte di modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro e dopo infortuni significativi: un nuovo capannone, lo spostamento delle aree di stoccaggio o la sostituzione della flotta di carrelli cambiano la geometria delle interferenze. È questa ciclicità, più della singola misura tecnica, a mantenere la viabilità sotto controllo.

Due persone consultano planimetrie e disegni tecnici su un tavolo nero, accanto a un casco di sicurezza giallo e strumenti da cantiere, mentre discutono un progetto di ingegneria o architettura.

FAQ

Che cos'è la valutazione del rischio viabilità e a cosa serve?

È l'analisi dei flussi di mezzi e persone all'interno del sito aziendale, finalizzata a individuare i punti di interferenza e a definire le misure che prevengono investimenti e collisioni.

La viabilità aziendale deve essere valutata obbligatoriamente?

Sì. L'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 impone di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, quindi anche quelli legati alla circolazione interna, disciplinata sul piano tecnico dall'Allegato IV.

Quali sono i punti critici più frequenti nella viabilità interna?

I punti critici sono aree di carico e scarico, piazzali di manovra, varchi di ingresso, incroci con i percorsi pedonali e manovre in retromarcia, dove si concentrano i punti ciechi.

Come si separano i percorsi pedonali da quelli dei mezzi? 

I percorsi si separano con ostacoli fisici dove possibile, altrimenti con segnaletica orizzontale a strisce continue di colore ben visibile, come previsto dall'Allegato XXVIII del D.Lgs. 81/2008.

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