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Come usare i near miss per migliorare la prevenzione aziendale
In sintesi
Un near miss è un evento che non ha provocato un danno fisico al lavoratore pur avendone il potenziale, e fornisce informazioni utili sulle condizioni che avrebbero potuto produrre un infortunio.
Non esiste un obbligo generalizzato di segnalazione del singolo evento, ma il D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, ha rafforzato il tracciamento dei mancati infortuni per le imprese sopra i quindici dipendenti.
Un riferimento metodologico sviluppato da INAIL è Condivido, che adatta agli eventi senza danno il modello multifattoriale di Infor.MO.
Il sistema funziona quando la segnalazione è riservata e non punitiva, l'analisi segue un metodo e ogni evento rilevante genera una misura tracciata.
Nella maggior parte delle aziende il sistema di prevenzione si attiva quando qualcosa è già successo: un infortunio, una denuncia, un'ispezione. È una postura reattiva, che lavora su eventi già costati qualcosa. I near miss offrono l'alternativa, perché rendono disponibili le stesse informazioni di un infortunio senza il danno che lo accompagna.
Il punto non è raccoglierli, ma costruire un sistema che li faccia emergere, li analizzi con un metodo riconoscibile e li trasformi in decisioni. Senza quella struttura le segnalazioni restano aneddoti, e dopo qualche mese si esauriscono.
Cosa sono i near miss e quali informazioni possono fornire
Un near miss è un evento che non ha provocato un danno fisico al lavoratore, pur avendone il potenziale. Rientrano nella categoria il carico che si sfila senza colpire nessuno o la manovra conclusa a pochi centimetri da un pedone. Vanno distinti dalle condizioni pericolose, che descrivono uno stato e non un accadimento.
Non esiste un obbligo generalizzato di segnalazione del singolo near miss. Dal 2025, però, il quadro si è mosso: l'art. 15 del D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, prevede per le imprese con più di quindici dipendenti linee guida dedicate all'identificazione, al tracciamento e all'analisi dei mancati infortuni, oltre a modalità di comunicazione aggregata degli eventi e delle azioni correttive e preventive adottate, la cui attuazione è affidata a successivi provvedimenti ministeriali. Strutturare oggi un sistema interno significa anticipare un adempimento in arrivo.
Anche gli obblighi già vigenti si intrecciano con il tema: i sistemi di gestione conformi alla UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024 richiedono di gestire incidenti e non conformità individuando cause e azioni correttive. Un near miss non determina di per sé l'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), ma può evidenziare condizioni mutate o rischi non adeguatamente valutati e rendere necessario un riesame.
L'informazione che restituisce è puntuale: indica in quale fase del processo si concentra la criticità, quale attrezzatura è coinvolta, quali condizioni ambientali e quali scelte organizzative hanno reso possibile l'evento. È un dettaglio che la valutazione dei rischi, per sua natura previsionale, non ottiene da sola.
Come strutturare raccolta, analisi e classificazione delle segnalazioni
La raccolta funziona solo se la segnalazione è semplice e priva di conseguenze per chi la effettua. Una scheda standardizzata, pensata fin dall'inizio per essere digitalizzata, è lo strumento adottato anche nel modello proposto da INAIL e Formedil Italia per il settore delle costruzioni, che affianca alla scheda una procedura di comunicazione interna e un set di indicatori dedicati. I campi minimi sono il luogo, la fase di lavoro, l'attività svolta al momento dell'evento, le attrezzature e i materiali coinvolti, le condizioni ambientali e la descrizione di quanto accaduto in linguaggio libero.
L'analisi richiede un metodo, altrimenti ogni evento viene ricondotto alla disattenzione di chi lo ha vissuto. Il riferimento nazionale è la metodologia Condivido, sviluppata da INAIL come adattamento agli eventi senza danno del modello multifattoriale di Infor.MO, il sistema di sorveglianza degli infortuni gravi e mortali: la lettura separa i fattori legati all'attività della persona, all'attrezzatura, al materiale, all'ambiente e ai dispositivi di protezione, ricostruendo la dinamica invece di attribuirle una causa unica.
Anche i ruoli vanno distinti: la segnalazione può provenire dal lavoratore, dal preposto o dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), mentre analisi e trattamento dell'evento competono al Servizio di Prevenzione e Protezione. La classificazione rende infine confrontabili gli eventi nel tempo: aggregare le segnalazioni per area, fase di lavoro e fattore causale aiuta a distinguere gli eventi isolati dalle criticità ricorrenti, ed entrambi possono richiedere un intervento in funzione della gravità potenziale e delle cause individuate. I tempi di risposta vanno definiti, perché una segnalazione aperta per settimane comunica che il sistema non funziona.
Come trasformare i near miss in azioni di miglioramento
Il passaggio dall'analisi all'azione segue la gerarchia delle misure fissata dall'art. 15 del D.Lgs. 81/2008, che impone di eliminare il pericolo alla fonte prima di ricorrere alla protezione collettiva e, solo in ultima istanza, a quella individuale. A ogni causa individuata corrisponde quindi una misura tecnica, organizzativa o procedurale, assegnata a un responsabile con una scadenza tracciata e verificata alla chiusura.
Quando la misura è procedurale o comportamentale, il collegamento naturale è la formazione. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 richiede che la formazione sia verificata anche nella sua efficacia durante lo svolgimento della prestazione lavorativa e indica tra gli strumenti l'analisi infortunistica con confronto prima e dopo, che comprende i mancati infortuni: le segnalazioni raccolte sono quindi una delle basi che rendono quella verifica concreta anziché formale.
Resta la misurazione, che è ciò che distingue un sistema vivo da una casella da spuntare. Gli indicatori più utili sono il numero di segnalazioni per addetto, il tempo medio di chiusura, la percentuale di azioni completate e la quota di segnalazioni che hanno generato una misura. Questi sono indicatori anticipatori, a differenza degli indici di frequenza e gravità, che fotografano danni già avvenuti. Ed è fondamentale sottolineare che un numero di segnalazioni in crescita non indica un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma un sistema che ha smesso di aspettare l'infortunio per accorgersi del rischio, utilizzando prevenzione e formazione in modo congruo.