Tecnico che elabora analisi PFAS delle acque potabili

Cosa sono i PFAS e come si monitorano nelle acque potabili

22/10/2026
Redazione Alfa Solutions
Tempo di lettura: 4min

In sintesi

 

  • I PFAS sono sostanze perfluoroalchiliche di sintesi, persistenti nell'ambiente e bioaccumulabili nell'organismo.
  • Il D.Lgs. n. 105 del 19 giugno 2025 fissa 0,10 µg/L per la Somma di PFAS e 0,02 µg/L per la Somma di 4 PFAS (PFOS, PFNA, PFOA e PFHxS).
  • Lo IARC ha classificato il PFOA come cancerogeno (Gruppo 1) e il PFOS come possibile cancerogeno (Gruppo 2B).

 

I PFAS sono contaminanti emergenti persistenti, i cosiddetti forever chemicals, ovvero composti di sintesi capaci di accumularsi nell'organismo e di raggiungere le falde acquifere anche a distanza di anni dal rilascio. La Direttiva (UE) 2020/2184 e il D.Lgs. 18/2023, che la recepisce, hanno introdotto per la prima volta limiti specifici per i PFAS nelle acque potabili, mentre le più recenti valutazioni tossicologiche dello IARC ne confermano i rischi per la salute.

Cosa sono i PFAS e perché possono essere presenti nelle acque

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono composti organici di sintesi, prodotti dagli anni '40, caratterizzati da una catena alchilica fluorurata che conferisce repellenza all'acqua e ai grassi, stabilità chimica e resistenza alla degradazione. Sono impiegate in rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili e schiume antincendio. I più diffusi nei campioni ambientali sono l'acido perfluoroottanoico (PFOA) e l'acido perfluoroottansolfonico (PFOS).

 

La loro persistenza ed elevata mobilità in acqua ne favoriscono la diffusione dagli scarichi industriali verso i corpi idrici superficiali e le falde sotterranee. Il fenomeno non è marginale: l'indagine Greenpeace "Acque senza veleni" (settembre-ottobre 2024, 260 campioni in 235 comuni di tutte le regioni italiane) ha rilevato tracce di almeno un PFAS, tra i 58 monitorati, nel 79% dei campioni di acqua potabile analizzati, con il PFOA come sostanza più diffusa (47% dei campioni). Il Veneto risulta la regione più colpita, con 19 campioni positivi su 20.

Come si analizzano i PFAS nelle acque potabili

Rilevare i PFAS nell'acqua potabile significa misurare concentrazioni dell'ordine dei nanogrammi per litro. Il metodo utilizzato in laboratorio fa riferimento alla UNI EN 17892:2024 e prevede due passaggi.

 

  • Iniezione diretta: il campione non viene concentrato, ma viene diluito due volte in una soluzione di metanolo contenente lo standard interno.
  • Determinazione mediante LC-HRMS: la colonna cromatografica separa i singoli composti, mentre la spettrometria di massa ad alta risoluzione permette di quantificarli rilevandone la massa esatta.


Il metodo consente limiti di quantificazione compresi tra 0,5 e 2,5 ng/L. Il D.Lgs. n. 105 del 19 giugno 2025 fissa 0,10 µg/L per la Somma di PFAS e 0,02 µg/L per la Somma di 4 PFAS, ossia PFOS, PFNA, PFOA e PFHxS.

Perché il monitoraggio dei PFAS è importante per la qualità dell'acqua

L'attenzione verso il monitoraggio dei PFAS è sostenuta da evidenze tossicologiche sempre più solide. Nel febbraio 2025 lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato il PFOA come cancerogeno per l'uomo (Gruppo 1) e il PFOS come possibile cancerogeno (Gruppo 2B). L'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) fissa un'assunzione settimanale tollerabile di 8 ng/kg di peso corporeo, individuando nel sistema immunitario il primo bersaglio dell'esposizione. Il monitoraggio previsto dal D.Lgs. 18/2023 è lo strumento con cui gestori idrici ed enti di controllo verificano che le acque distribuite restino entro i limiti di sicurezza.

 

Per i gestori del servizio idrico e per le imprese che impiegano PFAS nei propri cicli produttivi, integrare controlli periodici nei piani di monitoraggio significa individuare per tempo eventuali criticità, prima che si traducano in superamenti e interventi correttivi più onerosi.

Due persone consultano planimetrie e disegni tecnici su un tavolo nero, accanto a un casco di sicurezza giallo e strumenti da cantiere, mentre discutono un progetto di ingegneria o architettura.

FAQ

Cosa sono i PFAS?

I PFAS sono sostanze perfluoroalchiliche di sintesi, persistenti e bioaccumulabili. Le più diffuse sono PFOA e PFOS.

Quali sono i limiti di legge per i PFAS nell'acqua potabile? 

Il D.Lgs. n. 105 del 19 giugno 2025 fissa 0,10 µg/L per la Somma di PFAS e 0,02 µg/L per la Somma di 4 PFAS (PFOS, PFNA, PFOA e PFHxS).

Come si analizzano i PFAS in laboratorio?

Per le acque potabili il laboratorio fa riferimento alla UNI EN 17892:2024, con iniezione diretta e determinazione mediante LC-HRMS. I limiti di quantificazione sono compresi tra 0,5 e 2,5 ng/L.

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