rullo per la produzione di imballaggi

Cos'è il PPWR e quali obblighi introduce per imballaggi e rifiuti

03/09/2026
Redazione Alfa Solutions
Tempo di lettura: 4min

In sintesi

  • Il PPWR (Regolamento UE 2025/40) sostituisce la Direttiva 94/62/CE e sarà applicabile dal 12 agosto 2026, con obblighi diretti e uniformi in tutti gli Stati membri, senza necessità di recepimento nazionale.

  •  Introduce requisiti vincolanti su riciclabilità, minimizzazione di peso e volume, contenuto minimo di plastica riciclata e restrizioni su PFAS e imballaggi monouso.
     

  • Coinvolge non solo i produttori di imballaggi, ma tutte le aziende che li utilizzano per confezionare, trasportare o commercializzare i propri prodotti.

Con il Regolamento (UE) 2025/40, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), l'Unione Europea introduce un quadro unico e direttamente applicabile per la progettazione, l'utilizzo e la gestione degli imballaggi. A differenza di una direttiva, il PPWR non richiede recepimento nei singoli ordinamenti nazionali: è stato adottato il 19 dicembre 2024, è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e sarà applicabile, per la maggior parte delle disposizioni, dal 12 agosto 2026, sostituendo progressivamente la Direttiva 94/62/CE.

Cosa prevede il PPWR per progettazione, riciclabilità e riuso degli imballaggi

Il PPWR nasce con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e rendere più efficiente il sistema europeo di gestione dei rifiuti. A tal fine, il Regolamento persegue quattro macro-obiettivi

  • prevenire e ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio,
  • limitare lo spreco anche attraverso sistemi di riutilizzo e ricarica, 
  • garantire che entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato UE siano riciclabili in modo economicamente sostenibile,
  • incrementare l’impiego di plastica riciclata all’interno degli imballaggi, promuovendo così il mercato delle materie prime seconde.

Sul piano operativo, le nuove regole comprendono: restrizioni su specifici imballaggi in plastica monouso (ad esempio per frutta e verdura sotto 1,5 kg o porzioni individuali di condimenti nella ristorazione); l'obbligo di minimizzare peso e volume degli imballaggi, limitando gli spazi vuoti; obiettivi vincolanti al 2030 e al 2040 sul contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi in plastica; la possibilità per i clienti di utilizzare contenitori propri nell'asporto senza costi aggiuntivi e limitazioni alle sostanze preoccupanti, tra cui i PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), con soglie di presenza definite.

Il regolamento si applica a tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo, indipendentemente dal materiale e dal settore, coinvolgendo produttori, aziende utilizzatrici, importatori, distributori, operatori logistici ed e-commerce.

Quali responsabilità introduce il PPWR per imprese e filiera del packaging

L'impatto sulle imprese è trasversale: riguarda non solo chi produce imballaggi, ma anche chi li utilizza per confezionare, trasportare o commercializzare i propri prodotti. Il primo adempimento è una mappatura degli imballaggi utilizzati, per materiali, pesi, formati, fornitori, destinazioni d'uso e mercati di vendita, propedeutica a distinguere gli imballaggi già conformi da quelli da adeguare.

Segue la riprogettazione del packaging secondo criteri di riciclabilità, riduzione del materiale impiegato, eliminazione dei componenti non necessari e contenimento degli spazi vuoti, con possibile revisione di materiali accoppiati, etichette, adesivi, film, coloranti e chiusure.
 

Le aziende dovranno inoltre dimostrare la composizione chimica dei materiali attraverso schede tecniche, dichiarazioni dei fornitori, certificazioni e, ove necessario, analisi di laboratorio, supportando la conformità con documentazione tecnica aggiornata e, nei casi previsti, con una Dichiarazione UE di conformità.
 

Per le PMI, il PPWR è anche una sfida organizzativa. Innanzitutto, richiede il coordinamento di funzioni diverse: dal settore acquisti, al controllo qualità e ambiente, fino ai reparti di produzione, marketing, logistica e naturalmente la parte commerciale. Inoltre, rende necessaria l'individuazione di una responsabilità interna o esterna per il presidio della conformità e un rafforzamento del controllo sui fornitori, anche attraverso l'aggiornamento dei rapporti contrattuali. Le imprese che anticiperanno l'adeguamento potranno trasformarlo in un vantaggio competitivo nei rapporti con clienti industriali e grandi gruppi; chi rimanderà rischierà costi più elevati e criticità commerciali a ridosso delle scadenze.
 

Il percorso di adeguamento si sviluppa in tappe:

  1. mappatura degli imballaggi (primari, secondari, terziari e materiali accessori); 
  2. verifica di conformità rispetto a riciclabilità, riuso, minimizzazione, sostanze critiche e contenuto riciclato; 
  3. redesign degli imballaggi non conformi; 
  4. raccolta della documentazione tecnica; 
  5. allineamento agli obblighi di EPR (Responsabilità Estesa del Produttore), verificando registrazioni, contributi ambientali e reportistica; 
  6. aggiornamento dei sistemi informativi per la gestione dei dati; 
  7. formazione del personale coinvolto.


Il PPWR ridefinisce il rapporto tra sostenibilità del packaging, conformità normativa e competitività di filiera: le aziende che avviano per tempo il percorso di adeguamento riducono i rischi e i costi di un'implementazione affrettata, dove potrebbero emergere errori e malfunzionamenti.

Due persone consultano planimetrie e disegni tecnici su un tavolo nero, accanto a un casco di sicurezza giallo e strumenti da cantiere, mentre discutono un progetto di ingegneria o architettura.

FAQ

Cos'è il PPWR?

È il Regolamento (UE) 2025/40, noto come Packaging and Packaging Waste Regulation, che disciplina in modo uniforme la progettazione, l'utilizzo e la gestione degli imballaggi in tutti gli Stati membri, sostituendo la Direttiva 94/62/CE.

Da quando si applica il PPWR?

Il regolamento è già in vigore dall'11 febbraio 2025, ma sarà applicabile, per la maggior parte delle disposizioni, dal 12 agosto 2026.

Quali aziende sono coinvolte dal PPWR?

Non solo i produttori di imballaggi, ma tutte le aziende che li utilizzano per confezionare, trasportare o commercializzare i propri prodotti: produttori, utilizzatori, importatori, distributori, operatori logistici ed e-commerce.

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