mappa di dispersione emissioni odorigene alfa solutions

Come i modelli di dispersione valutano l’impatto delle emissioni odorigene

03/09/2026
Redazione Alfa Solutions
Tempo di lettura: 4min

In sintesi

  • I modelli di dispersione stimano come le emissioni odorigene si diffondono sul territorio e quali concentrazioni possono raggiungere presso recettori sensibili.
  • La simulazione utilizza come dati di input le caratteristiche dimensionali delle sorgenti, portate di odore, meteorologia, orografia e caratteristiche del suolo.
  • Gli studi modellistici possono essere richiesti nei procedimenti autorizzativi o nelle verifiche su impianti esistenti e situazioni critiche.
  • I risultati supportano la scelta di configurazioni impiantistiche, sistemi di abbattimento e misure gestionali per ridurre l’impatto odorigeno.

Le emissioni odorigene richiedono una valutazione che vada oltre la sola misura alla sorgente. La percezione di un odore non coincide automaticamente con un rischio tossicologico, ma esposizioni frequenti o prolungate possono generare molestia e incidere sul benessere e sulla qualità della vita.

 

Per comprendere l’impatto reale di un impianto è quindi necessario stimare come il pennacchio odorigeno si disperde nell’atmosfera, fino a raggiungere abitazioni, scuole, strutture sanitarie o altri recettori sensibili. A questo scopo, si utilizzano i modelli di dispersione atmosferica.

Quando servono i modelli di dispersione delle emissioni odorigene

L’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 consente alla normativa regionale e alle autorizzazioni ambientali di introdurre misure per prevenire e limitare le emissioni odorigene. Le prescrizioni possono riguardare impianti e modalità gestionali, criteri localizzativi, concentrazioni massime di odore espresse in ouE/m³ e portate di odore espresse in ouE/s.

 

Lo studio modellistico non è automaticamente richiesto per ogni attività. Può essere previsto nei procedimenti di AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), o screening, in funzione del potenziale odorigeno dell’impianto, del contesto territoriale e delle prescrizioni applicabili. Per un nuovo impianto, la simulazione permette di valutare preventivamente le ricadute e confrontare diverse configurazioni progettuali.

 

Per un impianto esistente, può supportare la verifica di modifiche produttive, l’analisi di anomalie, la valutazione dei sistemi di abbattimento o l’approfondimento di segnalazioni ricorrenti. Il quadro tecnico di riferimento è definito dagli Indirizzi MASE del 2023 per l’applicazione dell’articolo 272-bis e dalla pubblicazione SNPA 268/2025 sulle metodologie di monitoraggio e valutazione dell’impatto olfattivo.

Come funzionano i modelli di dispersione degli odori

I modelli di dispersione sono strumenti matematici che simulano il trasporto e la diffusione turbolenta delle emissioni. Gli input principali comprendono geometria e caratteristiche delle sorgenti, concentrazione e portata di odore, temperatura e velocità dell’effluente, dati meteorologici rappresentativi, orografia, edifici, uso del suolo e posizione dei recettori.

 

Una delle criticità riguarda la diversa scala temporale tra simulazione e percezione: l’odore può essere avvertito in pochi secondi, mentre i modelli restituiscono spesso concentrazioni medie orarie. Lo studio deve quindi considerare anche i picchi di breve durata e motivare la scelta dell’approccio modellistico in base alla complessità del sito.

 

I risultati vengono confrontati con i criteri di accettabilità applicabili ai recettori. La modellazione non sostituisce campionamenti e analisi olfattometriche, ma li integra, trasformando i dati emissivi e territoriali in indicazioni utili per progettare interventi, verificare scenari e supportare decisioni tecniche e autorizzative.

Due persone consultano planimetrie e disegni tecnici su un tavolo nero, accanto a un casco di sicurezza giallo e strumenti da cantiere, mentre discutono un progetto di ingegneria o architettura.

FAQ

Cosa sono i modelli di dispersione delle emissioni odorigene?

Sono modelli matematici che simulano il trasporto e la diffusione degli odori nell’atmosfera, stimando le concentrazioni che possono raggiungere presso abitazioni, scuole e altri recettori.

Quando è richiesta una valutazione modellistica delle emissioni odorigene?

Può essere richiesta nei procedimenti di AUA, AIA, VIA o screening, oppure per valutare modifiche impiantistiche, anomalie e segnalazioni relative a impianti esistenti.

Quali dati servono per una simulazione di dispersione odorigena?

Servono dati sulle sorgenti, concentrazione e portata di odore, temperatura e velocità dell’emissione, condizioni meteorologiche, orografia, edifici, uso del suolo e posizione dei recettori.

Perché la percezione degli odori è complessa da modellare?

Perché l’odore può essere percepito in pochi secondi, mentre i modelli restituiscono spesso concentrazioni medie orarie; lo studio deve quindi stimare anche i picchi di breve durata.

Cosa si intende per classe di sensibilità del recettore?

È la classificazione del recettore in base alla destinazione d’uso e al contesto territoriale. I risultati possono essere confrontati con criteri di accettabilità basati sul 98° percentile delle medie orarie, cioè sul valore non superato nel 98% delle ore simulate.

Potrebbe interessarti anche

Analisi e Monitoraggio

03/09/2026

Cosa sono le emissioni odorigene? Guida ad analisi, normativa e monitoraggio

Analisi e Monitoraggio

03/09/2026

Cosa sono le analisi olfattometriche e come misurano le emissioni odorigene

Analisi e Monitoraggio

03/09/2026

Cos'è l'olfattometria dinamica e come interviene in ambito industriale

Analisi e Monitoraggio

03/09/2026

Certificazione Accredia per l’analisi delle emissioni odorigene: un nuovo traguardo per Alfa Solutions