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Come funziona la progettazione BIM e chi deve usarla
In sintesi
Le emissioni odorigene richiedono una valutazione che vada oltre la sola misura alla sorgente. La percezione di un odore non coincide automaticamente con un rischio tossicologico, ma esposizioni frequenti o prolungate possono generare molestia e incidere sul benessere e sulla qualità della vita.
Per comprendere l’impatto reale di un impianto è quindi necessario stimare come il pennacchio odorigeno si disperde nell’atmosfera, fino a raggiungere abitazioni, scuole, strutture sanitarie o altri recettori sensibili. A questo scopo, si utilizzano i modelli di dispersione atmosferica.
Quando servono i modelli di dispersione delle emissioni odorigene
L’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 consente alla normativa regionale e alle autorizzazioni ambientali di introdurre misure per prevenire e limitare le emissioni odorigene. Le prescrizioni possono riguardare impianti e modalità gestionali, criteri localizzativi, concentrazioni massime di odore espresse in ouE/m³ e portate di odore espresse in ouE/s.
Lo studio modellistico non è automaticamente richiesto per ogni attività. Può essere previsto nei procedimenti di AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), o screening, in funzione del potenziale odorigeno dell’impianto, del contesto territoriale e delle prescrizioni applicabili. Per un nuovo impianto, la simulazione permette di valutare preventivamente le ricadute e confrontare diverse configurazioni progettuali.
Per un impianto esistente, può supportare la verifica di modifiche produttive, l’analisi di anomalie, la valutazione dei sistemi di abbattimento o l’approfondimento di segnalazioni ricorrenti. Il quadro tecnico di riferimento è definito dagli Indirizzi MASE del 2023 per l’applicazione dell’articolo 272-bis e dalla pubblicazione SNPA 268/2025 sulle metodologie di monitoraggio e valutazione dell’impatto olfattivo.
Come funzionano i modelli di dispersione degli odori
I modelli di dispersione sono strumenti matematici che simulano il trasporto e la diffusione turbolenta delle emissioni. Gli input principali comprendono geometria e caratteristiche delle sorgenti, concentrazione e portata di odore, temperatura e velocità dell’effluente, dati meteorologici rappresentativi, orografia, edifici, uso del suolo e posizione dei recettori.
Una delle criticità riguarda la diversa scala temporale tra simulazione e percezione: l’odore può essere avvertito in pochi secondi, mentre i modelli restituiscono spesso concentrazioni medie orarie. Lo studio deve quindi considerare anche i picchi di breve durata e motivare la scelta dell’approccio modellistico in base alla complessità del sito.
I risultati vengono confrontati con i criteri di accettabilità applicabili ai recettori. La modellazione non sostituisce campionamenti e analisi olfattometriche, ma li integra, trasformando i dati emissivi e territoriali in indicazioni utili per progettare interventi, verificare scenari e supportare decisioni tecniche e autorizzative.