persone che seguono un corso di aggiornamento

Come progettare e verificare una formazione sicurezza efficace

06/10/2026
Redazione Alfa Solutions
Tempo di lettura: 6min

In sintesi

  • L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 richiede che ogni percorso formativo sulla sicurezza da esso normato nasca da un'analisi dei fabbisogni e del contesto organizzativo.
  • La progettazione si articola in una macro-progettazione, che definisce obiettivi e contenuti, e una micro-progettazione, che personalizza la formazione definendo i tempi e i modi.
  • Tra le modalità di erogazione, che si affiancano alla pratica, rientrano la formazione in presenza, l'e-learning e la videoconferenza sincrona (VCS), oltre a tecnologie immersive e serious game per rafforzare l'apprendimento esperienziale.
  • L'efficacia della formazione si misura su due livelli: la verifica dell'apprendimento al termine del corso e il monitoraggio del trasferimento delle competenze.

La formazione sulla sicurezza sul lavoro viene ancora troppo spesso erogata come un pacchetto standard, uguale per ogni destinatario, pensato per rispettare l'obbligo normativo più che per trasferire competenze realmente utilizzabili. È un approccio che l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (ASR 2025) rende esplicitamente insufficiente: adottato ai sensi dell'art. 37, comma 2, del D.Lgs. 81/2008, chiede ai soggetti formatori di costruire ogni percorso a partire da un'analisi dei fabbisogni e del contesto organizzativo, personalizzarne contenuti e modalità, e verificarne infine l'efficacia non solo in aula ma sul luogo di lavoro.

Perché un progetto formativo deve partire da ruoli, rischi e contesto

Il soggetto formatore ha la responsabilità di redigere, per ogni corso, il progetto formativo: il documento che chiude il percorso di progettazione, dove devono comparire in modo puntuale le caratteristiche dell'azione formativa, dalle modalità di realizzazione alle procedure di controllo e verifica. L'Accordo stesso inquadra questo processo nel ciclo di Deming (Plan, Do, Check, Act), che nella produzione della formazione si articola in analisi dei fabbisogni e di contesto, progettazione, erogazione, monitoraggio e valutazione, seguiti da una fase di riesame.

 

L'Accordo distingue due livelli di progettazione. La macro-progettazione definisce obiettivi formativi, durata minima, contenuti generali e sequenza degli argomenti in moduli. Si sottolinea che tale livello stabilisce delle soglie minime da cui partire: è possibile, e spesso necessario, ampliare e integrare i contenuti, contestualizzandoli agli obiettivi che emergono dall'analisi dei fabbisogni e dei contesti organizzativi specifici. Un percorso che si fermasse ai minimi previsti dall'Accordo rischierebbe di essere formalmente conforme ma sostanzialmente inefficace. Coerentemente con questo approccio, per la formazione specifica dei lavoratori l'Accordo raccomanda di costituire gruppi omogenei per mansione e per rischio reale.

Come personalizzare contenuti, modalità e casi applicativi

La micro-progettazione si focalizza sulla personalizzazione delle modalità di erogazione, delle metodologie didattiche e degli strumenti di monitoraggio della qualità. Tra le modalità ammesse ci sono la formazione in presenza, l'e-learning e la videoconferenza sincrona (VCS), ovvero la trasmissione in diretta di un evento formativo tramite piattaforma multimediale. La VCS è equiparata alla formazione in presenza dall'art. 9-bis della legge 52/2019, con l'eccezione dei moduli che prevedono addestramento pratico o esercitazioni, per i quali resta necessaria la presenza fisica.

 

Sul piano metodologico, l'ASR 2025 apre esplicitamente alle tecnologie digitali immersive, realtà aumentata e virtuale (AR, VR), che permettono di costruire scenari realistici in cui gestire situazioni di rischio senza conseguenze dannose, e ai simulatori "bordo macchina", utili per l'acquisizione di abilità manuali e pratiche. Tra i vantaggi più rilevanti di questi strumenti c'è la possibilità di adattare l'esperienza formativa al ruolo specifico e al profilo di ciascun lavoratore.

 

Non mancano criticità da valutare: costi di implementazione significativi, competenze specialistiche necessarie per progettare scenari realistici, il rischio di un'eccessiva enfasi sulla pratica a scapito della riflessione teorica e normativa, e l'assenza, a oggi, di metriche condivise per misurarne l'efficacia.

 

Va inoltre ricordato che queste tecnologie non possono sostituire la formazione pratica obbligatoria prevista per specifiche attrezzature di lavoro o per gli ambienti confinati. Un'ulteriore leva di personalizzazione è la gamification, che applica logiche di gioco per rafforzare motivazione e coinvolgimento: i serious game, pur non escludendo l'aspetto ludico, restano concepiti con uno scopo educativo definito e si dimostrano efficaci nell'attivare dinamiche collaborative e nel sostenere l'apprendimento continuo.

Come verificare apprendimento e trasferimento delle competenze sul lavoro

L'ASR 2025 introduce un sistema di valutazione dell'apprendimento obbligatorio per tutti i corsi, di formazione e di aggiornamento, con verifiche differenziate per tipologia formativa, test, colloquio o simulazioni a seconda dei contenuti, e soglie minime di superamento da rispettare per il conseguimento dell'attestato. La vera discontinuità rispetto al passato riguarda però un secondo livello di verifica: quello dell'efficacia della formazione. L'efficacia, per l'Accordo, non coincide con il solo superamento della verifica finale: va confermata monitorando se le competenze acquisite si traducono in comportamenti reali sul luogo di lavoro.

 

Questa verifica, che si svolge durante la prestazione lavorativa, è demandata al datore di lavoro, e si avvale di strumenti come l'analisi infortunistica, i questionari rivolti al personale e le check list di valutazione. Più che un adempimento aggiuntivo rappresenta, quindi, il banco di prova che definisce la formazione realmente utile ed efficace per tutti gli interessati.

Due persone consultano planimetrie e disegni tecnici su un tavolo nero, accanto a un casco di sicurezza giallo e strumenti da cantiere, mentre discutono un progetto di ingegneria o architettura.

FAQ

Cos'è il progetto formativo previsto dall'ASR 2025 e a cosa serve?

È il documento che il soggetto formatore deve redigere per ogni corso, con obiettivi, contenuti, modalità di erogazione e procedure di verifica: lo strumento con cui la formazione viene calibrata su ruoli, rischi e contesto organizzativo specifico, invece di restare generica.

Qual è la differenza tra macro-progettazione e micro-progettazione?

La macro-progettazione definisce obiettivi, durata minima e contenuti generali dei corsi; la micro-progettazione ne personalizza modalità di erogazione, metodologie didattiche e strumenti di verifica in base al contesto specifico.

Qual è la differenza tra e-learning e videoconferenza sincrona?

L' e-learning è un modello prevalentemente asincrono, mentre la videoconferenza sincrona prevede la compresenza in tempo reale di discenti e docenti da postazioni remote: quest'ultima è equiparata alla formazione in presenza, salvo per i moduli con addestramento pratico.

Come si verifica l'efficacia della formazione sulla sicurezza?

Su due livelli: la verifica dell'apprendimento al termine del corso, tramite test, colloquio o simulazioni, e il monitoraggio del trasferimento delle competenze sul luogo di lavoro, effettuato dal datore di lavoro con analisi infortunistiche, questionari e check list.

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