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Come progettare e verificare una formazione sicurezza efficace
In sintesi
La formazione sulla sicurezza sul lavoro viene ancora troppo spesso erogata come un pacchetto standard, uguale per ogni destinatario, pensato per rispettare l'obbligo normativo più che per trasferire competenze realmente utilizzabili. È un approccio che l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (ASR 2025) rende esplicitamente insufficiente: adottato ai sensi dell'art. 37, comma 2, del D.Lgs. 81/2008, chiede ai soggetti formatori di costruire ogni percorso a partire da un'analisi dei fabbisogni e del contesto organizzativo, personalizzarne contenuti e modalità, e verificarne infine l'efficacia non solo in aula ma sul luogo di lavoro.
Perché un progetto formativo deve partire da ruoli, rischi e contesto
Il soggetto formatore ha la responsabilità di redigere, per ogni corso, il progetto formativo: il documento che chiude il percorso di progettazione, dove devono comparire in modo puntuale le caratteristiche dell'azione formativa, dalle modalità di realizzazione alle procedure di controllo e verifica. L'Accordo stesso inquadra questo processo nel ciclo di Deming (Plan, Do, Check, Act), che nella produzione della formazione si articola in analisi dei fabbisogni e di contesto, progettazione, erogazione, monitoraggio e valutazione, seguiti da una fase di riesame.
L'Accordo distingue due livelli di progettazione. La macro-progettazione definisce obiettivi formativi, durata minima, contenuti generali e sequenza degli argomenti in moduli. Si sottolinea che tale livello stabilisce delle soglie minime da cui partire: è possibile, e spesso necessario, ampliare e integrare i contenuti, contestualizzandoli agli obiettivi che emergono dall'analisi dei fabbisogni e dei contesti organizzativi specifici. Un percorso che si fermasse ai minimi previsti dall'Accordo rischierebbe di essere formalmente conforme ma sostanzialmente inefficace. Coerentemente con questo approccio, per la formazione specifica dei lavoratori l'Accordo raccomanda di costituire gruppi omogenei per mansione e per rischio reale.
Come personalizzare contenuti, modalità e casi applicativi
La micro-progettazione si focalizza sulla personalizzazione delle modalità di erogazione, delle metodologie didattiche e degli strumenti di monitoraggio della qualità. Tra le modalità ammesse ci sono la formazione in presenza, l'e-learning e la videoconferenza sincrona (VCS), ovvero la trasmissione in diretta di un evento formativo tramite piattaforma multimediale. La VCS è equiparata alla formazione in presenza dall'art. 9-bis della legge 52/2019, con l'eccezione dei moduli che prevedono addestramento pratico o esercitazioni, per i quali resta necessaria la presenza fisica.
Sul piano metodologico, l'ASR 2025 apre esplicitamente alle tecnologie digitali immersive, realtà aumentata e virtuale (AR, VR), che permettono di costruire scenari realistici in cui gestire situazioni di rischio senza conseguenze dannose, e ai simulatori "bordo macchina", utili per l'acquisizione di abilità manuali e pratiche. Tra i vantaggi più rilevanti di questi strumenti c'è la possibilità di adattare l'esperienza formativa al ruolo specifico e al profilo di ciascun lavoratore.
Non mancano criticità da valutare: costi di implementazione significativi, competenze specialistiche necessarie per progettare scenari realistici, il rischio di un'eccessiva enfasi sulla pratica a scapito della riflessione teorica e normativa, e l'assenza, a oggi, di metriche condivise per misurarne l'efficacia.
Va inoltre ricordato che queste tecnologie non possono sostituire la formazione pratica obbligatoria prevista per specifiche attrezzature di lavoro o per gli ambienti confinati. Un'ulteriore leva di personalizzazione è la gamification, che applica logiche di gioco per rafforzare motivazione e coinvolgimento: i serious game, pur non escludendo l'aspetto ludico, restano concepiti con uno scopo educativo definito e si dimostrano efficaci nell'attivare dinamiche collaborative e nel sostenere l'apprendimento continuo.
Come verificare apprendimento e trasferimento delle competenze sul lavoro
L'ASR 2025 introduce un sistema di valutazione dell'apprendimento obbligatorio per tutti i corsi, di formazione e di aggiornamento, con verifiche differenziate per tipologia formativa, test, colloquio o simulazioni a seconda dei contenuti, e soglie minime di superamento da rispettare per il conseguimento dell'attestato. La vera discontinuità rispetto al passato riguarda però un secondo livello di verifica: quello dell'efficacia della formazione. L'efficacia, per l'Accordo, non coincide con il solo superamento della verifica finale: va confermata monitorando se le competenze acquisite si traducono in comportamenti reali sul luogo di lavoro.
Questa verifica, che si svolge durante la prestazione lavorativa, è demandata al datore di lavoro, e si avvale di strumenti come l'analisi infortunistica, i questionari rivolti al personale e le check list di valutazione. Più che un adempimento aggiuntivo rappresenta, quindi, il banco di prova che definisce la formazione realmente utile ed efficace per tutti gli interessati.