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Direttiva sul Greenwashing
Il Parlamento europeo, il 17 gennaio 2024, ha approvato in prima lettura la direttiva “Empowering Consumers for the Green Transition”, che modifica la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali. Questa nuova direttiva introduce norme specifiche volte a contrastare il greenwashing, fenomeno in cui le aziende utilizzano dichiarazioni ambientali ingannevoli o false, marchi di sostenibilità non certificati o strumenti di informazione sulla sostenibilità non trasparenti per influenzare le decisioni d’acquisto dei consumatori.
Le disposizioni della direttiva si applicano a tutte le aziende che commercializzano prodotti o servizi nell’Unione Europea, senza distinzione di dimensione o settore di attività. Le aziende sono tenute a rispettare le nuove regole, altrimenti saranno soggette a sanzioni pecuniarie o interdittive.
Le principali novità introdotte dalla direttiva includono il divieto di utilizzare termini come “ecosostenibile”, “verde” o “a impatto zero” senza prove scientifiche e metodologie di calcolo verificabili, l’obbligo di specificare le metodologie utilizzate per calcolare l’impatto ambientale, l’adesione al nuovo sistema di etichettatura dei prodotti sostenibili e il divieto di pubblicizzare prodotti o servizi in modo fuorviante riguardo all’impatto ambientale.
La direttiva mira anche a sensibilizzare produttori e consumatori sulla durata dei prodotti, con l’obbligo di esposizione delle garanzie in modo più visibile e un nuovo marchio armonizzato per evidenziare i prodotti con una garanzia estesa.
Inoltre, vengono elencate pratiche commerciali considerate sleali, come l’esibizione di marchi di sostenibilità non certificati, l’uso di asserzioni ambientali generiche prive di prove, o l’affermazione di un impatto neutro sull’ambiente senza adeguata compensazione delle emissioni di gas serra.
I consulenti di Settore sono a disposizione dei clienti con contratto/convenzione di assistenza in essere sulla tematica in oggetto, per fornire ulteriori informazioni e chiarimenti.